Alla scoperta dell’evento ibrido

04 Settembre, 2020

L’evento ibrido si colloca esattamente a metà strada tra l’evento in presenza e il virtual event. Si svolge in modalità live con un pubblico “fisico”, presente in platea benché limitato nei numeri, e contestualmente viene reso fruibile in streaming tramite la Rete.

La possibilità di diffondere online l’evento ibrido richiede un’accurata targetizzazione del pubblico virtuale – come avviene per il pubblico in presenza – e ne favorisce la profilazione. Un aspetto fondamentale per il successo dell’hybrid event sta nella capacità di trasformare gli spettatori da remoto in co-protagonisti dell’evento, favorendo il loro coinvolgimento con un corretto livello di interazione. “Corretto” significa equilibrato: né troppo né troppo poco, badando a non creare nei fruitori l’iper-aspettativa di un dialogo costante con chi conduce (o gestisce) l’evento. Potranno essere impiegati, per esempio, chat, instant poll e contest, purché correttamente integrati nel flusso narrativo dell’evento.

Un evento, due distinte platee

Alla luce delle diverse modalità di fruizione tra pubblico in sala e pubblico online con la volontà di offrire ad entrambi la miglior esperienza possibile, servirà tripartire la struttura organizzativa creando una linea (creativa ed operativa) live per l’esperienza on site, una linea virtual per la web experience ed una “cabina di regia” comune.

Da escludere in partenza una tra le soluzioni più gettonate per gli eventi “100% virtual”: la creazione di contesti scenografici in 3D con l’impiego della tecnologia green screen. Ideale per il pubblico da casa (purché non si ecceda, come spesso accade, con gli artifici grafici) ma del tutto inefficace per la platea live.

Occorre puntare tutto, o quasi, su una produzione “broadcasting style”: di stampo televisivo. E affidarsi ad un conduttore/moderatore in grado di gestire con efficacia la duplice dimensione dell’evento ibrido.